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31/12/2014, 13:58



Il-significato-emotivo-delle-tensioni-muscolari


 Possibili relazioni tra bioenergetica, medicina cinese, shiatsu e integrazione fasciale."Il significato emotivo della tensione muscolare non è capito a sufficienza. I conflitti emotivi infantili non r





Possibili relazioni tra bioenergetica, medicina cinese, shiatsu e integrazione fasciale.

"Il significato emotivo della tensione muscolare non è capito a sufficienza. I conflitti emotivi infantili non risolti sono strutturati nel corpo come tensioni muscolari croniche che imprigionano la persona limitando la sua motilità e la sua capacità di sentire. Queste tensioni che attanagliano il corpo e lo plasmano, lo dissociano, lo distorcono, devono essere eliminate prima di raggiungere la libertà interiore. Senza questa libertà è illusorio credere di poter pensare, sentire, agire e amare liberamente."

Alexander Lowen


"In questo preciso istante, nel punto stesso in cui ti trovi, c’è una casa con il tuo nome. Nei sei l’unico proprietario, ma, molto tempo fa, ne hai perduto le chiavi. Così rimani chiuso fuori, e ne conosci soltanto la facciata. Non ci abiti. Questa casa rifugio dei tuoi ricordi più nascosti, più lontani, è il tuo corpo."
     
Thérèse Bertherat

Comparare le antiche tradizioni dell’estremo oriente al moderno sistema di pensiero occidentale può sembrare difficile. Quanto segue rappresenta un tentativo di stendere un ponte tra concezioni che pur essendo differenti tra loro, a volte rappresentano forti analogie anche se espresse con linguaggi differenti. Spesso, osservare lo stesso fenomeno da diversi punti di vista, permette di comprenderne la sua complessità in modo più chiaro.

La Medicina Cinese dedica molta attenzione al ruolo delle emozioni, da questo particolare punto di vista, costituiscono la principale causa di disequilibrio definito da "causa interna". Non è possibile far a meno di notare un possibile parallelismo tra la funzione dei meridiani Tendino-Muscolari, individuati dalla M.C.  e la chiave di lettura fornita da Lowen insieme ai risultati delle recenti ricerche scientifiche in ambito fasciale.

Il sistema dei tendino muscolari, chiamati anche muscoli dei meridiani, è il più superficiale tra il sistema dei meridiani secondari, in essi circola prevalentemente energia difensiva(wei-qi), in parte concorrono nella difesa dalle aggressioni dei fattori perturbanti esterni (es-agenti atmosferici). Si sviluppano attraverso un percorso fasciale, in generale ricalcano il percorso dei meridiani principali, svolgono un ruolo di primaria importanza nel regolare il movimento articolare. Oltre ad espletare la funzione di difesa, recepiscono gli stati emotivi turbati, modificano il sistema muscolare e la postura, spesso sono sede di tensioni, contratture spasmi.

Secondo alcuni autori, il sistema rappresenta la prima strutturazione degli istinti di conservazione, tenendo conto che le conoscenze istintive passano per i meridiani tendino-muscolari, come le conoscenze razionali influenzano i meridiani principali. Osservando con attenzione, nei loro percorsi si riscontrano analogie con i meridiani miofasciali di Thomas Myers.

Il M. Jeffrey Yuen li interpreta in questo modo: 

"...Le sensazioni (GanQing) non sono controllabili, non sappiamo per quale motivo le abbiamo...Sono legate alla Wei Qi, un’energia che non controlliamo con la ragione...L’apparato muscolare è legato alle passioni: la rabbia ad esempio si concentra nel trapezio. Questo avviene perché in GanQing sono legati alla Wei Qi come i tendino-muscolari. Il concetto è che le corazze muscolari sono associate ai GanQing... I CTM sono nutriti dal sangue del fegato e conservano l’esperienza trasmessa dal Fegato attraverso il sangue...sono l’espressione esterna delle emozioni interne."

Lo shiatsu affonda le proprie radici nei millenari principi della Medicina Cinese, pur avendo sviluppato una metodica d’intervento e interpretazione relativamente autonoma. 

Lo shiatsu caratterizza il suo intervento con la pressione, condotta per mezzo del peso corporeo e agita principalmente con i palmi della mani e dei pollici. La caratteristica unica della pressione shiatsu- progressiva, mantenuta e costante- tende ad agire sul sistema nervoso autonomo, equilibrandolo e regolandone la funzione. L’azione stessa di portare pressione con il palmo della mano si presta a un intervento, in parte, diretto anche verso il sistema dei tendino muscolari. Le tensioni croniche e le corazze, che ogni operatore incontra nei propri clienti, non sono mai facili da aggirare e la maggior parte delle volte sono percepite, all’inizio, solo vagamente,  dal ricevente. 

Come ricorda e distingue Luciano Marchino*, il corpo, la nostra esistenza, è contraddistinta fondamentalmente da due tipi di tensione; di tratto e di stato. Le tensioni di stato rappresentano tensioni che dipendono da eventi contingenti, mentre le tensioni di tratto sono tensioni iscritte nell’armatura caratteriale. Agire sulle prime risulta relativamente facile, intervenire sulle seconde risulta molto arduo.

Nella maggior parte dei casi, poco per volta grazie alla pressione shiatsu, la consapevolezza aumenta e la persona coinvolta si rende conto che le tensioni e le conseguenti restrizioni di movimento, non sono solo un "doloroso fastidio "o un limite alla propria capacità di sentire o di muoversi nello spazio, ma rappresentano energia corporea non disponibile che tiene a bada parti di sé stessa non consapevoli, a volte non accettate. 

Per vari motivi nella mia esperienza le resistenze inconsapevoli del ricevente sono così sviluppate che l’intero sistema risulta inaccessibile e bloccato in posizione che si potrebbe definire totalmente off-. È risaputo che Il sistema nervoso autonomo rappresenta la porta girevole per l’accesso al sistema energetico, se risulta bloccato verso un’iper o ipo attivazione le possibilità di apportare un qualsiasi cambiamento risulta ostica. In questo caso ho potuto riscontrare che anche all’interno di un trattamento shiatsu un intervento combinato, di breve durata, con l’approccio dell’ Integrazione Fasciale facilita la risoluzione di queste condizioni, permettendo poi in seguito la scelta di continuare verso un approccio morbido come lo shiatsu, oppure più intenso come l’integrazione fasciale. 

L’accento sulla respirazione è uno degli elementi determinanti dell’integrazione fasciale. I testi dicono che la  wei qi si diffonde al petto e al ventre. Molto spesso le tensioni muscolari sono collegate al respiro. Amplificare la respirazione è già in parte permettere il movimento del diaframma e quindi la liberazione di wei qi e dei possibili contenuti emotivi non espressi.

E’certo che portare fino in fondo la conoscenza di noi stessi comporta una discreta dose di coraggio. Mettere in discussione attitudini della propria vita e accettare parti profonde del nostro essere comporta cambiamenti a volte non facili da realizzare. Gli approcci a mediazione corporea di tipo olistico possono rappresentare un mezzo per raggiungere questa importante meta. Nella mia esperienza, in prima battuta lo shiatsu e in seguito l’integrazione fasciale, rappresentano due abili mezzi per un possibile viaggio verso una maggiore libertà interiore.

*Luciano Marchino Monique Mizrahil "Il corpo non mente"

Massimo Policardi
Operatore Shiatsu
Iscritto al Registro Italiano Operatori Shiatsu al n.1098

Di Massimo Policardi per : www.integrazionefasciale.it

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Lo shiatsu è una professione regolamentata dalla legge 04/2013
 


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