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15/01/2015, 21:04



Vivere-in-salute-secondo-i-ritmi-delle-stagioni:-L’Inverno


 Ogni stagione ha i suoi disturbi, la saggezza delle antiche tradizioni estremo orientali ci indica come evitarli.



L’inverno e l’energia acqua


Nella visione estremo orientale le polarità  yin/yang possono essere considerate due fasi di un movimento ciclico in costante trasformazione;  descrivono un modello vantaggioso, per dare e mantenere un ordine rispetto a ciò che siamo in relazione a ciò che ci circonda. 

Anticamente, all’origine della loro definizione, maturata da una cultura intimamente legata all’ordine della natura e alla sua osservazione, lo yin rappresentava il lato in ombra di una collina e lo yang la parte soleggiata.

L’immagine va interpretata come tale, il pensiero orientale tende a esprimersi per mezzo di analogie, di conseguenza lo yin è associato all’oscurità, al freddo, al nascosto al riposo, alla notte. Lo yang alla luce, all’attività al movimento.

E ’utile precisare che nessuna di queste definizioni rappresentano connotazioni di valore morale (buono/cattivo) bensì semplici tratti distintivi di uno stato delle cose. L’espressione del movimento delle due polarità, può manifestarsi in situazioni che esprimono varie gradazioni di minimo e massimo, assumendo connotazioni sfaccettate, con la possibilità di ricavare relative analisi e chiavi di lettura molto complesse. La successione delle stagioni è intimamente connessa al movimento delle due polarità e non si sottrae a questo modello interpretativo.         

Anche se in questo periodo il moto energetico si è già in allontanamento dal massimo della sua espressione yin, l’inverno in generale, rappresenta un movimento di direzione discendente. Non a caso in genere, è il periodo più freddo dell’anno, le giornate si accorciano e se l’uomo fosse ancora legato all’ordine naturale degli eventi, la sua attività diminuirebbe. 

Adattare lo stile di vita alle circostanza stagionali dovrebbe essere un imperativo categorico. L’inverno è il momento di ritirarsi per ricostituire le proprie riserve, per poi esprimersi al meglio con l’arrivo della primavera.

Il Suwen,  dice:

I tre mesi dell’inverno sono chiamati chiudere e tesaurizzare;

L’acqua gela, la terra si screpola:
 
Nessuno stimolo viene più dallo yang...
 
Si esercita il volere come sotterrati e nascosti, come rivolti solamente verso di sé...

Cosi ci si conforma ai soffi dell’inverno,

via per il mantenimento della tesaurizzazione della vita.   

Nella lettura legata ai 5 elementi il momento è legato alla fase acqua, infatti l’acqua è vista come un espressione energetica orizzontale che tende ad andare verso il basso, soggiacente.

L’organo che esprime energeticamente questo periodo è il rene, manifestazione della nostra forza vitale, intimamente legato alla struttura portante del nostro corpo, le ossa, in particolare la colonna vertebrale, alla base della quale troviamo, appunto, i reni. I quali simbolicamente la sorreggono, la colonna è anche espressione della nostra evoluzione. L’energia acqua e i reni sono anche "memoria", memoria ancestrale e memoria attuale, un’energia acqua in equilibrio si manifesta anche attraverso una buona memoria, quando siamo stanchi spesso dimentichiamo. 

Lo "Zhi" (anima spirituale) è lo Shen del rene, la volontà è l’espressione psichica tipica di quest’organo, infatti, il Suwen pone l’attenzione sull’esercitare il volere, con moderazione, senza eccessi, indicandoci la Via per salvaguardare la Salute,n non impegnandosi in generale, con eccessi di responsabilità e lavori troppo gravosi(anche dal punto di vista mentale!), mentre, in particolare è opportuno rispettare l’indicazione nel periodo invernale, pena la perdita inesorabile del prezioso jing o "essenza", tesaurizzato dai reni, riserva profonda della nostra vitalità.

Nella società in cui viviamo,  gli eccessi non mancano; l’eccesso di lavoro, la perenne attività (anche mentale!), rappresentano una delle grandi cause di disequilibrio se non di vera e propria malattia. I ritmi di vita grazie alla tecnologia, sono sempre serrati, la climatizzazione, banalmente, anche l’illuminazione artificiale allontanano dalla nostra natura crono-biologica. L’abuso di quest’aspetto, mina alla base la nostra prospettiva di massima espressione del potenziale vitale, danneggiando la nostra "radice" i reni. La non osservanza dei ritmi vitali stagionali, mina in maniera subdola la salute individuale.

Dal punto di vista emotivo l’emozione che lede l’energia del rene e di conseguenza il potenziale vitale è la paura. In questo momento la nostra società sta vivendo un periodo di intensa difficoltà. Le vecchie certezze sono sparite; l’individuo si trova a vivere in un clima di costante insicurezza. Temere di perdere o perdere il posto di lavoro, preoccuparsi di non riuscire a far fronte agli impegni presi sono tutti elementi destabilizzanti, che minano il jing.   

Non a caso, mai come in questi ultimi tempi si assiste ad una vera e propria epidemia di mal di schiena, indice del peso di una vita troppo gravosa. La condizione dei capelli, dell’udito, della libido, della memoria, della capacità di concentrazione, sono tutti indicatori della qualità dell’energia del rene. Rimanere centrati in se stessi, senza troppo preoccupazioni aiuta ad affrontare le difficoltà con maggiori mezzi a disposizione.

Tutta la base della cultura della società occidentale è espressione di un "volere" rettilineo e orizzontale, ascendente e senza soluzione d’arrivo, questa situazione così diffusa esprime un potente disequilibrio di base dell’energia acqua manifestandosi con una volontà iper-dominanante che non sa fermarsi, spingendosi oltre il proprio limite, in più "se il nostro cavallo è sfiancato", gli diamo una bella sferzata con svariate quantità di stimolanti; caffè, tabacco, energy drink, aggravando la situazione.     

In sintesi, d’inverno più che in altri momenti, è opportuno  evitare di stancarsi troppo - assumersi troppe responsabilità; farci intrappolare dal ritmo meccanico di un tempo obbligatoriamente lineare. Ricaviamo del tempo che sia "vuoto" e favorisca l’introspezione. Fare una moderata attività fisica ma non eccedere con l’attività fisica, anche dal punto di vista ricreativo. In poche parole ascoltare il ritmo che la natura ci suggerisce.

Considerando che gli impegni quotidiani e ritmi serrati che lo stile di vita attuale impone, non sempre permettono di rallentare, può essere un’ottima decisione ricevere un ciclo di trattamenti shiatsu. Un’ora alla settimana       

Per sostenere la nostra vitalità è molto utile curare l’alimentazione, praticare delle ginnastiche dolci, come gli esercizi Makko-Ho, il Tai Chi o il Qi Gong. Farsi trattare con lo shiatsu (!!!), tonificare il QI per mezzo della moxibustione.


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Massimo Policardi
Operatore Shiatsu
Iscritto Registro Italiano Operatori Shiatsu N.1098   

Lo shiatsu è una professione regolamentata dalla legge 04/2013

         


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